La città dei bambini e dei ragazzi di Genova

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Il modo migliore per i bambini di imparare è farlo giocando. È questa la filosofia che sta dietro tutti i children’s museum in Italia e all’estero. Nel nostro paese ci sono alcune realtà molto attente a questi aspetti e negli anni sta crescendo l’attenzione verso questo tipo di apprendimento, anche per le attività scolastiche. A Genova il gioco educativo si chiama La città dei bambini e dei ragazzi.

Primo spazio in Italia di questo tipo, la struttura nasce nel 1997 grazie alla collaborazione con la Cité des Enfants di Parigi, della quale ricalca la filosofia e alcuni giochi.

Crescere a La città dei bambini e dei ragazzi

A volte le cose che si conoscono meglio sono quelle su cui si fa più fatica a scrivere… e io La città dei bambini e dei ragazzi la conosco molto bene… visto che ci lavoro.
Anche Tommaso la conosce bene, a 8 mesi gattonava tra i vari giochi, a un anno camminava incerto in body durante l’evento organizzando per Capodanno e adesso… bhè adesso per lui non ha quasi più segreti.

Quindi ho pensato di raccontarvela con i suoi occhi, passando da un gioco a un altro.

Il piccolo bosco in città – area 2-3 anni

Entrare nel boschetto è molto divertente perché è come giocare ad essere un animaletto: si attraversano piccoli fiumi sopra le pietre, ci si specchia nei laghetti, ci si nasconde nelle grotte oppure nelle tane morbide, tirando ogni tanto fuori il musetto, come dei coniglietti.

Quando ero più piccolo era il mio posto preferito e anche adesso che ho 3 anni e mezzo mi piace molto, anche se devo stare attento ai bambini più piccoli e lasciarli giocare.

L’area dei piccoli è dedicata alla “percezione del mio corpo” e aiuta i bambini con una serie di esperienze sensoriali. Un oggetto unico nel suo genere, realizzato appositamente per la struttura, il piccolo bosco è totalmente imbottito, coloratissimo e sicuro anche per i più piccoli.

Il cantiere, l’acqua e i giochi dei 5 sensi – area 3-5 anni di Genova

Questo è lo spazio giusto per i bambini della mia età. La casa in costruzione, che tutti però chiamano Il cantiere, è il gioco che preferisco: bisogna trasportare mattoni – morbidi, non duri – con le mani ma anche con le carriole e costruire i muri della casa.
Ci sono carrucole, passaggi a livello, ma la cosa più divertente è che qui si gioca tutti insieme, ognuno costruendo un pezzo, passando i mattoni agli altri bambini e poi… insieme buttare giù tutto.

Vicino ci sono i giochi d’acqua dove bisogna indossare una mantellina e le ciabattine – altrimenti mi bagno e la mamma poi chi la sente – e poi si possono far andare le barchette, guardandole muoversi insieme all’acqua, oppure si possono mettere le palline sopra delle piccole fontane per vedere come si muovono, o spostare l’acqua con piccoli secchielli e contenitori.

Ci sono anche dei grossi tubi dove posso sentire profumi diversi oppure oggetti da toccare che non posso vedere; ci sono anche dei computer dove posso pitturare con le dita o disegnare facce buffe usando la frutta e la verdura… ma papà mi dice sempre di giocare poco perché è più divertente fare gli altri giochi.

Lo spazio 3-5 anni è diviso in tre zone: “Io e gli altri” è la casa in costruzione e insegna ai bambini la cooperazione con gli altri per riuscire a raggiungere il risultato finale; “Il mondo intorno a me” invece comprende tante esperienze sensoriale e percettive, dall’udito all’olfatto, al tatto alla vista attraverso specchi concavi o convessi.
Infine lo spazio “Le mani in acqua” dedicato al bacino di manipolazione permette ai bambini di fare primi esperimenti con l’acqua: i travasi, i getti d’acqua, le correnti. Giochi semplici che tramite contenitori, dighe e mulini danno primi rudimenti di fisica e meccanica.

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Se cambiamo stanza ci sono i giochi per i bambini più grandi, ma anche io posso entrare e giocare, non mi sgrida nessuno. Qui la cosa che mi piace di più sono gli insetti, sia quelli vivi sia quelli finti che posso guardare con la lente d’ingrandimento.

La casa delle formiche è grandissima perché loro sono tantissime e vivono tutte insieme: ci sono proprio delle stanze, come il ristorante, la stanza per i piccolini e anche il cimitero, dove le formiche vanno quando sono vecchie. Vederle trasportare cibo, foglie e rametti è molto divertente e passando sotto il tunnel si può far finta di essere una di loro e imparare a vivere come loro.

Ma non ci sono solo le formiche: dentro due colonne di vetro ci sono anche insetti stecco e insetti foglia, che però sono molto difficili da riconoscere perché si nascondono… contare tutti quelli che si riescono a vedere è un gioco molto divertente.

Nell’area 6-13 anni uno spazio speciale è il cosidetto “Vivente”, tre isole dedicate ad animali vivi che insegnano moltissimo ai bambini. Il formicaio mostra in diretta la vita di una vera colonia di formiche, la suddivisione dei compiti, la collaborazione tra i membri della stessa famiglia..

A fianco due grandi teche contenenti gli insetti stecco e gli insetti foglia sono invece il pretesto per spiegare il mimetismo animale e le incredibili capacità della natura. Su un tavolo del naturalista è poi possibile osservare alcuni esemplari di insetti imbalsamati attraverso la lente di ingrandimento.

Lì vicino c’è anche una telecamera vera e ho visto i bambini più grandi far finta di essere in televisione raccontando se fuori c’è il sole o piove e parlando nel microfono.

Lo spazio “L’idea tecnologica” è proprio un vero studio televisivo, sede della webtv de La città dei bambini e dei ragazzi e del Porto Antico. All’interno dello studio vengono realizzati corsi per trasmettere ai ragazzi i “segreti” della televisione ed i “trucchi del mestiere” ma è anche possibile interagire con alcuni strumenti messi a disposizione di tutti.

La cosa che più mi piace quando vado a La città dei bambini e dei ragazzi è che non gioco mai da solo, ma mamma e papà giocano con me e devono aiutarmi.
Come con le bolle di sapone, dove si possono provare a fare bolle dalle forme strane, pareti di bolle e anche una bolla gigante che parte dai miei piedi e poi mi ricopre tutto.

Le bolle di sapone fanno parte dello spazio denominato “Gioco con la fisica” e aiuta i bambini attraverso esempi semplici, giocosi ed affascinanti di capire moltissime regole del mondo scientifico. Appartengono a  questa sezione anche i giochi dell’ultima sala: le illusioni ottiche, il transatlantico gli specchi deformanti, i caleidoscopi giganti..

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L’ultima stanza invece è ancora un po difficile per me ma mi piace esplorarla.
C’è anche una grande nave finta, dove posso far finta di essere il capitano e papà mi insegna a leggere la bussola, ma ci sono anche specchi che mi fanno sembrare strano, luci che creano ombre divertenti e giochi che si chiamano illusioni ottiche e che io non capisco ancora bene, ma che fanno ridere molto mamma e papà.

La cosa più divertente è accendere il grande tubo dove il vento fa volare oggetti che si possono costruire con tanti pezzi che andrebbero buttati: bicchieri di plastica, bottigliette, pezzi di carta, tappi…

Oppure una strana costruzione che insegna come l’acqua, il vento e la luce possono diventare energia e far muovere le cose.

Energia in gioco” è l’area dedicata all’energia e le fonti rinnovabili, mentre il “Tinkering lab” è uno spazio dove la scienza si mescola alla creatività per dare vita ad oggetti capaci di volare nel tubo del vento o piste per far rotolare le biglie.

A volte mi piace giocare da solo, altre volte invece faccio dei giochi ed esperimenti insieme ad altri bambini o ascolto una storia. C’è sempre qualcosa di nuovo da fare e non mi annoio mai.

Ogni fine settimana vengono organizzati laboratori divisi naturalmente per fasce di età: ci sono le attività di robotica e coding, matematica e fisica, biologia e fisica ma anche tante attività creative e letture per i più piccoli. In occasioni particolari inoltre – come Carnevale, Halloween, Capodanno o la Festa di compleanno della struttura – vengono organizzati anche veri e propri eventi speciali con special guests (per esempio all’ultima festa di compleanno abbiamo avuto ospite un vero planetario gonfiabile che è piaciuto moltissimo).

Le mie conclusioni (di parte) su la Città dei bambini e dei ragazzi di Genova

Per concludere, anche se sono di parte, vi consiglio di portare i bambini a La città dei bambini e dei ragazzi perché per loro è sempre una scoperta divertente e anche voi sicuramente imparerete qualcosa di nuovo.
Gli animatori sono sempre disponibili a spiegare i giochi – attenzione però, non sono baby sitter, siete voi che dovete giocare con i bambini! – e studiano costantemente attività nuove da proporre.

Come per tutti gli altri children’s museum la gestione di una struttura presa d’assalto quotidianamente dai bambini richiede manutenzione, impegno e un costante rinnovamento e cerchiamo ogni anno di aggiungere o sostituire qualche gioco. Ma noi amiamo il nostro lavoro e questo posto… e ce la mettiamo tutta! Speriamo piaccia anche a voi!

 

La città dei bambini e dei ragazzi di Genova: qualche informazione per gli adulti

La città dei bambini e dei ragazzi si trova al Porto Antico di Genova, presso i Magazzini del Cotone. Proprio all’inizio dell’edificio troverete l’insegna. La biglietteria e l’entrata sono al primo piano.

La struttura è accessibile tramite ascensore (se avete un passeggino usatelo) oppure la scala mobile.

Vicino alla struttura ci sono molti parcheggi a pagamento quindi trovare un posto non dovrebbe essere difficile.

L’ingresso alla struttura non è a turni e si può rimanere tutto il tempo che si vuole, ma attenzione, non si può uscire e rientrare, quindi portatevi cibo e acqua se pensate di restare a lungo. All’interno troverete una piccola area con tavolini e sedie e dei distributori automatici di snack e bevande ma potete consumare anche il pasto portato da fuori.

All’interno non ci sono barriere architettoniche, tutto è a misura di bambino (anche i bagni) ed è presente un fasciatoio e uno spazio allattamento per le mamme.

I bambini devono togliere le scarpe ma indossare obbligatoriamente le calzine antiscivolo, per una questione di sicurezza. Quindi ricordate di portarle, ma se le dimenticate le potete acquistare con il biglietto alla cassa. Gli adulti invece possono scegliere se indossare le sovrascarpe che mettiamo noi a disposizione oppure togliere direttamente le calzature e rimanere con i calzini (normali, tranquilli). Noi generalmente consigliamo questa soluzione: vi farà sentire più liberi, comodi e… potrete giocare esattamente come i vostri bambini!

 

Siamo riusciti a farvi giocare?

 

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